Eventi

Scacchi in Italia: Storia e Luoghi da Visitare

Scacchi in Italia: Storia e Luoghi da Visitare

Dagli Emiri ai Gran Maestri: Viaggio nell'Italia degli Scacchi

Ogni anno, il 20 luglio, milioni di appassionati in tutto il mondo muovono i propri pezzi per celebrare la Giornata Internazionale degli Scacchi. Questa data, istituita originariamente su proposta dell'UNESCO nel 1966 e poi riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite, non è casuale: commemora infatti il giorno della fondazione della FIDE (la Federazione Internazionale degli Scacchi), nata a Parigi il 20 luglio del 1924.

Se per la community globale il 20 luglio è l'occasione perfetta per ricordare che "siamo un'unica famiglia" (come recita il motto della FIDE Gens una sumus), per noi italiani è anche l'occasione per riscoprire una storia straordinaria. L'Italia non è stata una semplice spettatrice: è stata il porto d'attracco del gioco in Europa, la culla in cui sono nate le regole moderne e il luogo in cui, ancora oggi, il gioco si face architettura.

Se volete organizzare un viaggio che unisca la passione per le 64 case alla bellezza del territorio italiano, ecco la storia, i segreti e i luoghi imperdibili da visitare.


La Rotta del Re: Come il gioco conquistò la Penisola

Intorno alla fine del IX secolo d.C., gli scacchi sbarcarono in Italia attraverso due canali principali: la Sicilia araba e i porti delle Repubbliche Marinare (Venezia, Pisa, Genova e Amalfi).

I primi a commercializzare i pezzi furono i mercanti marittimi. Compravano i set nei mercati di Costantinopoli e Alessandria d'Egitto. All'epoca si trattava di beni di lusso estremo: i pezzi arabi erano astratti (per rispettare il divieto islamico di raffigurare figure umane) e intagliati in avorio, osso di balena o cristallo di rocca.

Ben presto, gli artigiani di Venezia e Firenze iniziarono a produrre repliche locali in legno e osso. Questo abbatté i costi e trasformò un passatempo per nobili in un fenomeno di massa. Il gioco si diffuse principalmente in tre macro-aree strategicamente connesse:


La Sicilia: Città come Palermo e Mazara del Vallo furono i primissimi centri di assimilazione, dove si giocava quotidianamente nelle piazze già prima dell'anno Mille.


I grandi porti: Pisa, Venezia e Genova furono fondamentali. I mercanti praticavano il gioco attivamente nei porti. Le cronache storiche citano che a Pisa i cittadini affollavano l'Arno ghiacciato pur di sfidarsi sulla scacchiera.


I comuni toscani e lombardi: Divennero famosi per l'elaborazione dei primi trattati morali sul gioco, che usavano la scacchiera come metafora della società medievale.


Il gioco divenne un vero status symbol nobiliare, ma conquistò rapidamente anche le taverne. Qui la forte componente di azzardo — dovuta all'uso dei dadi per decidere quali pezzi muovere — scatenò le ire della Chiesa. Mentre i sindaci dei liberi comuni italiani creavano leggi per permetterne la pratica pubblica vietando solo le scommesse esagerate, i religiosi cercavano di proibirlo duramente.

I Santuari degli Scacchi: Musei e Collezioni d'Arte

Il vero salto di qualità avvenne nel Rinascimento. L'Italia cambiò radicalmente le regole del gioco introducendo il movimento moderno della Donna (la Regina) e dell'Alfiere. Le corti facevano a gara per sfoggiare le scacchiere più artistiche. Oggi, due musei in particolare ne custodiscono l'eredità:

      • Il Museo Nazionale degli Scacchi (Mazara del Vallo, Trapani): Situato nella culla storica del gioco in Italia, questo spazio unico è una perla rara gestita da grandi appassionati. Custodisce collezioni di set provenienti da ogni epoca e angolo del mondo, libri antichi e tavoli da gioco storici. È il posto perfetto per capire come i pezzi astratti orientali si siano trasformati nelle figure occidentali.
      • Il Museo Bagatti Valsecchi (Milano): Nel cuore di Milano, questa straordinaria casa-museo conserva intatta una collezione di arti decorative rinascimentali. Tra i tesori esposti si possono ammirare rari e preziosi pezzi di scacchi d'epoca, inseriti in sale storiche perfettamente conservate che restituiscono l'atmosfera delle corti quattrocentesche.

In foto: Il Museo Bagatti Valsecchi (Milano)


    Sulle Grandi Case: Dove camminare (e giocare) su scacchiere giganti

    Se l'idea di guardare i pezzi dall'alto vi affascina, l'Italia offre una serie di mete straordinarie dove la scacchiera si fa pittura, pietra e architettura urbana. In questi luoghi è possibile calpestare pavimentazioni a grandezza naturale e, spesso, muovere pezzi alti quasi un metro.

    1. Marostica (Vicenza) – La Hollywood degli Scacchi Viventi

    È la capitale simbolica degli scacchi italiani. Ogni due anni (negli anni pari, a settembre), la splendida Piazza degli Scacchi si trasforma in una scacchiera gigante pavimentata. Centinaia di figuranti in costumi quattrocenteschi, cavalli e sbandieratori mettono in scena una partita vivente.

    La tradizione rievoca una leggenda del 1454: due nobili cavalieri si sfidarono sulla scacchiera anziché in un duello di sangue per ottenere la mano della figlia del Castellano. Oltre alla piazza, merita una visita il Museo dei Costumi nel Castello Inferiore.



    In Foto: Piazza degli scacchi (Vicenza)


    2. Castelvetro di Modena (Emilia-Romagna) – La Piazza della Dama

    Nel cuore di questo splendido borgo medievale si trova Piazza Roma, ribattezzata dai locali "Piazza della Dama". La sua intera pavimentazione è formata da una spettacolare alternanza di lastre di pietra bianche e nere che funge da terrazza panoramica sulle colline del Lambrusco. Ogni due anni (negli anni dispari), la piazza si anima con una rievocazione storica in cui i figuranti impersonano i pezzi del gioco.

    3. Abano Terme (Padova) – Scacchi tra i glicini

    Nel centro cittadino di questa celebre stazione termale, all'interno della grande isola pedonale, è installata una bellissima scacchiera gigante permanente realizzata in mattoni bianchi e grigio scuro. È posizionata sotto un romantico gazebo che in primavera si copre di glicine in fiore. I grandi pezzi da gioco sono custoditi in un baule; per giocare basta richiedere la chiave al bar più vicino.

    4. Milano – Sfidarsi nel cuore del Parco Nord

    Se cercate un'esperienza che unisce gli scacchi alla natura, il Parco Nord di Milano nasconde ben due grandi pedane pavimentate a piastrelle bianche e nere. Si tratta di due radure completamente immerse nel bosco, circondate da alberi che in primavera fioriscono regalando un'atmosfera magica. Per dare vita alla partita, basta ritirare i pezzi giganti presso la Cascina Centro Parco lasciando un documento d'identità.

    5. San Pietro Avellana (Isernia) – Strategia ad alta quota

    Anche l'Appennino ha la sua area scacchistica. Nella piazza principale di questo borgo molisano, famoso in tutta Italia per i suoi boschi ricchi di tartufo, è stata dipinta una scacchiera gigante permanente a disposizione di cittadini e turisti. Presso la Pro Loco locale è possibile richiedere gratuitamente i maxi-pezzi per improvvisare un match all'aria aperta.



    In Foto: San Pietro Avellana (Isernia)



    BOX: LO SAPEVI CHE?

    Il primo "scandalo scacchistico" della storia è tutto italiano!

    Oggi gli scacchi sono visti come il gioco della mente per eccellenza, ma nel Medioevo la Chiesa cattolica li considerava un peccato gravissimo, spesso associato al gioco d'azzardo, alle risse da taverna e alla pigrizia.

    La prima testimonianza scritta in assoluto della presenza degli scacchi in Italia risale al 1061 e riguarda un clamoroso scandalo ecclesiastico. In quell'anno, il severissimo cardinale Pietro Damiani scrisse una lettera di fuoco a Papa Alessandro II per denunciare il comportamento del Vescovo di Firenze.

    Durante un viaggio, il Vescovo era stato sorpreso a passare la notte intera in una locanda a giocare a scacchi, mescolandosi ai popolani. Davanti al tribunale della Chiesa, l'alto prelato provò a difendersi dicendo che gli scacchi non erano menzionati nei decreti religiosi che vietavano i dadi. La difesa non bastò: per espiare il peccato di aver toccato la scacchiera, il Vescovo fu condannato a lavare i piedi a dodici poveri e a recitare tre volte l'intero libro dei Salmi!



    Che siate maestri internationalen o semplici appassionati capaci appena di muovere il pedone, viaggiare attraverso l'Italia seguendo le 64 case vi permetterà di scoprire un Paese insolito, dove la storia dell'arte e la strategia militare si fondono da oltre mille anni.

    CONDIVIDI

    Potresti essere interessato a..